archiviocaltari:

David Foster Wallace ai suoi studenti di Letteratura inglese della Illinois State University

Tratto da: “Ma siete proprio sicuri di volermi come prof?”, traduzione di Anna Bissanti (La Repubblica 11 dicembre 2011, pagina 29-30)

archiviocaltari:

David Foster Wallace ai suoi studenti di Letteratura inglese della Illinois State University

Tratto da: “Ma siete proprio sicuri di volermi come prof?”, traduzione di Anna Bissanti
(La Repubblica 11 dicembre 2011, pagina 29-30)

Benvenuti in Italia è un film-documentario in cinque episodi di Aluk Amiri, Dagmawi Yimer, Zakaria Mohamed Ali, Hamed Dera, Hevi Dilara, realizzato e prodotto dall’Archivio delle memorie migranti (AMM) con il sostegno di Open Society Foundations e lettera27

Cinque cortometraggi scritti, girati e diretti da ragazze e ragazzi immigrati in Italia. Un mosaico di piccole storie accomunate dalla ricerca di uno sguardo interno sulla condizione migrante e, insieme, un ritratto composito dell’Italia e del suo sistema di accoglienza riflesso negli occhi di chi arriva.

via Italiarazzismo.it, 18 febbraio 2012

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso

Scrivere un curriculum

Che cos’è necessario?

È necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
è bene che il curriculum sia breve.

È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.

È la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

Wisława Szymborska, da Vista con granello di sabbia, trad. it. di Pietro Marchesani (Adelphi 1998)

* * *

Dossier su Wisława Szymborska, con risorse audio e video, un’intervista al traduttore Pietro Marchesani e una bibliografia

la neve è democratica

AQ neve macerie

La neve attutisce il rumore, qui non ce n’è bisogno, è superficiale, nel suo intento, è sterile. […] Resta solo il ciaf bianco dei passi. Dentro, nei vicoli, io, la neve, le macerie e più nulla, la città e solo quella. L’Aquila.

[…]

Due cani randagi mi seguono. I cani sono gli unici che non hanno mai abbandonato il centro storico. Godono di rispetto ora. Nessuno si permetterebbe di scacciarli. Loro hanno avuto il coraggio di restare. Sono tutta la vita che puoi trovare. Altra non ne trovi.

[…]

Nessuno ha mai vissuto qui, diresti. Tutta la vita che c’è siamo io e questi due cani. Non c’è altra traccia, la neve è democratica.

Fotografie di Andrea Mancini.

Su Doppiozero, 14 febbraio 2012